L’Europa del New Green Deal continua la sua corsa verso la decarbonizzazione, nonostante la crescita degli scettici e le sfide economiche. Questa è una notizia positiva per le future generazioni, soprattutto alla luce delle preoccupazioni legate ai cambiamenti climatici. Tuttavia, il quadro è fatto di luci e ombre: se da un lato le fonti rinnovabili stanno guadagnando terreno, dall’altro i combustibili fossili restano ancora troppo radicati in alcuni Paesi, Italia compresa.
L’urgenza della transizione
I dati dell’agenzia europea Copernicus sono allarmanti: la temperatura media globale ha già superato di 1,5°C la soglia critica rispetto al periodo preindustriale. Un segnale chiaro di quanto sia necessario accelerare la transizione verso un sistema energetico più sostenibile. Ma c’è una buona notizia: nel 2024, per la prima volta, l’Europa ha prodotto più elettricità da fonti rinnovabili che da combustibili fossili.
L’avanzata delle Rinnovabili in Europa
Secondo il think tank Ember, l’energia da fonti rinnovabili in Europa è cresciuta in maniera significativa. Nel dettaglio:
- L’energia eolica ha superato il gas per il secondo anno consecutivo, contribuendo al 17% del mix energetico europeo.
- Il solare rappresenta ormai l’11% dell’energia prodotta nel continente.
- L’idroelettrico e il solare hanno superato l’energia generata dal carbone.
- Complessivamente, le energie rinnovabili hanno raggiunto il 47% del totale europeo, sfiorando la soglia simbolica del 50%. Un balzo importante se consideriamo che solo cinque anni fa questa quota era del 34%.
Nonostante i progressi delle rinnovabili, il nucleare resta la principale fonte di energia in Europa, con 649 TWh prodotti nel 2024. Un dato che evidenzia come, almeno per il momento, molte nazioni stiano ancora puntando su questa tecnologia per garantire stabilità e continuità nella fornitura energetica.
La sconfitta del carbone e il declino del gas
Il dato più emblematico del cambiamento in corso riguarda il carbone, che in meno di 15 anni è passato da 800 TWh a soli 269 TWh. Una riduzione drastica, segno di una volontà concreta di abbandonare questa fonte estremamente inquinante. Anche il consumo di gas è in calo: nel 2024, per la prima volta, la produzione di energia da eolico ha superato quella da gas, con 477 TWh contro 430 TWh.
E l’Italia? un passo avanti e due indietro
Se guardiamo al caso italiano, il quadro appare più complesso. Sebbene il nostro Paese abbia aumentato l’uso di fonti rinnovabili, la dipendenza dal gas rimane molto forte, con un 44% del fabbisogno nazionale ancora coperto da questa fonte fossile. In confronto ad altri Paesi del Mediterraneo come Spagna e Grecia, l’Italia è ancora indietro: mentre queste nazioni producono oltre il 20% della loro energia dal sole, l’Italia si ferma al 14%.
Verso il 2025: l’Italia dirà addio al carbone
Un aspetto in cui l’Italia eccelle è l’abbandono del carbone. Il PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima) prevede che entro il 2025 il nostro Paese spegnerà definitivamente le ultime centrali a carbone, segnando un importante passo avanti nella decarbonizzazione.
L’Europa sta avanzando nella transizione energetica, ma il percorso non è uniforme. L’Italia ha ancora molto da fare per ridurre la dipendenza dal gas e aumentare la quota di rinnovabili. La sfida è chiara: accelerare verso un modello sostenibile, prendendo spunto dai Paesi più virtuosi. Il 2025 sarà un anno cruciale per capire se l’Italia sarà in grado di recuperare il ritardo e posizionarsi tra i leader della transizione energetica.







